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| Il ballerino russo Rudolf Nureyev |
In ebraico Muwmiyah significa un 'involucro magico intorno all’estrema sagoma di un uomo'; mentre il significato celato nel geroglifico del Nome è "io avvolgo da ogni parte ogni mio interrogativo". E' questo, infatti, lo schema della particolarissima intelligenza che l’ultimo dei Settantadue Angeli dona ai suoi protetti: ciò che appare rinchiuso e immobilizzato sono le funzioni della mente razionale - il pensiero, la consapevolezza, il calcolo. Ciò che invece le avvolge da ogni parte, sono i poteri delle funzioni irrazionali, dell’intuizione, dell’ispirazione e di tutti gli altri slanci dello spirito che corrono troppo veloci perché la coscienza riesca a seguirne i processi.
Ne discende che, per sua natura, ogni Muwmiyah adopererebbe solo l'intuizione: la lentezza dei ragionamenti logici somiglia, ai suoi occhi, a una paralisi mortale; la necessità che le altre persone hanno tanto spesso, di spiegare, giustificare e documentare le proprie ipotesi e opinioni, è per lui una tortura. All’intelletto dei Muwmiyah piace balzare avanti e, subito dopo, più avanti ancora, accumulando in brevissimo tempo tanti lampi di scoperte, e in talmente tante direzioni, che anche se volessero non riuscirebbero, fermandosi, a riepilogarli tutti. Questi nati potrebbero perciò diventare magnifici scienziati e filosofi, se scienza e filosofia attuali non fossero quanto di più lontano esista dalla straordinaria velocità mumiana; e fin da bambini sarebbero considerati dei genî, se le nostre scuole sapessero incoraggiare la multiformità del loro ingegno. Invece, a questi superdotati tocca spesso la sorte degli incompresi, degli incomprensibili anzi, e, per la loro incapacità di adattarsi ai limitatissimi ritmi di apprendimento e di ragionamento dei loro contemporanei, rischiano di finire ai margini – e lì di perdersi invano negli splendidi panorami interiori di cui loro soltanto conoscono le mappe.
Invece devono assolutamente impegnarsi perché questo non accada. Loro compito è spalancare i confini della conoscenza; le loro energie naturali sono enormi; e in genere possono anche contare su una considerevole dose di fortuna; occorre soltanto che trovino le adeguate connessioni tra la loro predominante parte irrazionale e le esigenze della razionalità. È una ricerca che si annuncia lunga e paziente, certo: e a tal fine è bene che scelgano una professione che li costringa alla pazienza, per quanto all’inizio ciò possa risultare tormentoso. Tengano duro. Tra l’altro, la più intensa tra le loro energie è la Yod". Questa - rappresentata nel Nome del'angelo dalla lettera Yod: - è il raro potere terapeutico che va scoperto, indirizzato e utilizzato, che mette in mano a chi lo possiede potenzialità dirompenti: è un po' come la chiave di una potente Ferrari; agendo in modo inconsapevole si potranno mettere in moto forze distruttrici; se però si impara ad usarle, si arriva davvero lontano. Ci arriveremo, o (dopo aver investito qualcuno) ci schianteremo contro un muro? dipende... ci rendiamo conto della velocità, dell'impatto che può raggiungere? abbiamo la pazienza di imparare a guidare? Il libretto di istruzioni è nel messaggio che, in questa vita, ci manda il nostro particolare angelo, assegnandoci un preciso compito evolutivo. Riguardo alle vie di mezzo, le esistenze ordinarie sono luoghi troppo stretti da abitare per individui simili. Vedrebbero troppo chiaramente i lati in ombra della gente normale che vive e lavora accanto a loro: gli incubi, gli orrori anche, nascosti nei silenzi e nelle sfumature delle conversazioni quotidiane – come seppe fare il Muwmiyah Henrik Ibsen nei suoi drammi. E facilmente comincerebbero a sentirsene soffocati, e a odiare quel loro prossimo, come fece il Muwmiyah Adolf Eichmann che, a capo delle SS, sterminava ebrei: gente normale per lui insopportabile.
Un esempio estremo di quanto possa essere pericolosa una energia Yod male utilizzata. Certo è che, se mal indirizzata, questa energia porta a depressione o ad aggressività distruttiva; mentre, se ben utilizzata produce i migliori medici, i migliori "soccorritori" del prossimo, e anche i migliori comunicatori e uomini di spettacolo. Anche i Mumiah, dunque, si troveranno a loro agio in tutto ciò che riguardi la medicina oppure il palcoscenico, e dopo qualche anno di studi approfonditi potranno dar prova dei loro talenti quasi magici, come terapeuti geniali o come capolavori viventi. Rudolf Nureiev era un Muwmiyah, e più ancora Sergej Diaghilev, l’inventore dei Ballets Russes, che scoprì e lanciò Nijinskij, Stravinskij, Picasso, rivoluzionando tutt’a un tratto la danza, la scenografia, la musica del Novecento. Inoltre in Diaghilev (la cui preparazione era stata assai paziente: aveva solide basi di critico e storico dell’arte e della musica, ed era collezionista e imprenditore famoso) si espresse appieno quel tratto distintivo dei Muwmiyah, che consiste nel trasformare la loro onnivora curiosità in un’inesauribile fonte di idee: come se la loro intuizione fosse capace di disperdersi, sì, tra mille correnti, ma per trarne, da un lato, un’immagine a trecentosessanta gradi di ciò che alla gente potrà, nell’immediato futuro, piacere più d’ogni altra cosa e, dall’altro, un’esatta cartografia di tutti i luoghi in cui si trovano quei potenziali successi. Non per nulla tra i Muwmiyah si annoverano anche Ovidio (che si tramanda sia nato il 20 marzo), che nelle sue Metamorfosi ispezionò come un cercatore d’oro tutte le correnti della mitologia; e David Livingstone, che a metà Ottocento risaliva con successo i corsi dello Zambesi e del Niassa – e laggiù, da bravo Muwmiyah, si perse; e, per la caratteristica fortuna mumiana, venne recuperato sano e salvo dopo alcuni anni. I Muwmiyah possono avere grande successo anche nell’esplorare le scienze e la tecnologia, come fu per Rudolf Diesel, l’inventore dell’omonimo, rivoluzionario motore; o magari creando essi stessi territori di esplorazione, come Stéphane Mallarmé, che proprio con l’oscurità dei suoi versi appassionò la Francia colta della fin de siècle: «Ogni cosa sacra e che voglia rimanere tale si avvolge di mistero », scriveva in 'L’art pour tous', come se avesse appena esaminato il ritratto del suo Angelo.
E ancora: le religioni si trincerano al riparo di arcani rivelati al solo predestinato: e anche l’arte ha i suoi». Sulle labbra di chiunque altro, sarebbe stata una dichiarazione di fallimento della comunicazione: lui ne ottenne, miracolosamente, l’esatto contrario, convincendo il pubblico che la bellezza consistesse appunto in ciò che alla mente ordinaria non può non sfuggire. Da qui a divenire un maestro di verità rivelate, un profeta, un medium eccelso, il passo è breve: e anche queste sarebbero carriere perfette per i Muwmiyah ... Sempre che, naturalmente, abbiano l'accortezza di costruire prima un minimo di interfaccia tra i loro orizzonti sconfinati e le limitate visuali del loro prossimo.
Qualità di Mumiah e ostacoli dall'energia "avversaria"
Le qualità sviluppate da Mumiah sono capacità di mediare e comunicare, di andare fino in fondo ad ogni cosa con lungimiranza, perseveranza, coraggio; attitudine a guarire gli altri, alla cura e alla protezione dei poveri e dei miseri. Egli dona intensità sensoriale, longevità serena e salute, fortuna e ottimi conseguimenti in ogni sfera, in particolare se legata alla comunicazione, allo spettacolo o alla cura; domina le scienze della fisica, della chimica e della medicina, concedendo successo clamoroso nelle professioni correlate. La Tradizione dice inoltre che Mumiah "protegge nelle operazioni misteriose": assiste cioè tutti coloro che si dedicano con buoni intenti allo studio delle arti esoteriche. L'Angelo dell'Abisso a lui contrario si chiama Bahal e rappresenta la confusione fra il Male e il Bene. Porta la disperazione nei cuori degli uomini, ispirando tendenze suicide, negatività, pessimismo, "senso di insensatezza", totale abbandono; causa rinunce e suicidi.
Tratto dal "Libro degli Angeli" di Igor Sibaldi

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